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(07-02-2009) LEGAMBIENTE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – WWF ITALIA - AMICI DELLA TERRA
Caccia associazioni ambientaliste: IN ITALIA SERVE UN TENTATIVO DI CONFRONTO SERIO. La politica lO favorisca, lasciANDO perdere GLI ULTRA’ DELLA DOPPIETTA “No al testo Orsi: un mix di incostituzionalità, infrazioni comunitarie e pratiche medioevali” Roma, 5 febbraio 2009 - A margine dell’incontro di ieri presso la Camera dei Deputati con a tema l’esperienza francese del confronto tra ambientalisti, cacciatori e agricoltori, le associazioni Legambiente, LIPU, WWF e Amici della Terra tornano sulla questione della riforma della legge 157 e sui rischi di un possibile riacutizzarsi del conflitto tra le parti. “La cosiddetta Tavola rotonda – dichiarano le associazioni - strumento voluto in Francia dal Presidente Sarkozy per mettere assieme le parti sociali sulla base della scienza e delle norme internazionali per la natura, ha un corrispettivo italiano, già avviato e operativo, seppure giovanissimo ed esterno alle istituzioni. E’ il Tavolo degli Stakeholders, composto dalle undici più grandi organizzazioni in tema di ambiente, agricoltura e attività venatoria. Il Tavolo, che rappresenta una novità assoluta per il nostro Paese, in poche settimane ha prodotto un documento di posizione che indica con chiarezza le cose da fare e sulle quali sarebbe auspicabile che politica e amministratori volessero convergere”. “L’incontro alla Camera dei Deputati, con l’esperienza francese ben raccontata da uno dei suoi protagonisti principali, il deputato Jerome Bignon, ha confermato che l’unica strada possibile è quella che ricomincia da una legge di mediazione alta quale è tutt’ora la 157. Una legge da migliorare in alcuni aspetti essenziali ma soprattutto da applicare, finalmente, in modo pieno”. “Si può intervenire su una migliore governance della materia, rendendola più efficace; si può affrontare con la dovuta saggezza il tema spinoso del rapporto tra fauna, agricoltura e caccia; si può e si deve agire con decisione sull’ancora diffuso fenomeno del bracconaggio. Ma il tutto confermando l’impianto, certamente valido, dell’attuale legge”. “Ogni altro percorso, come ad esempio quello che insiste sull’improponibile tema dell’allungamento dei tempi di caccia o della lista delle specie cacciabili, o che in generale riduce le tutele per fauna e territorio protetto, vede indisponibili le associazioni ambientaliste e i cittadini italiani, che amano la natura e desiderano che ad essa non siano tolte ulteriori protezioni”. “Per questo è da respingere la proposta di testo unificato redatta dal senatore Orsi: un mix, ci spiace dirlo, di incostituzionalità, infrazioni alla normativa comunitaria e incomprensibili concessioni alle più nostalgiche istanze di una caccia superata dalla storia. Ma anche il metodo scelto dal senatore Orsi è a nostro avviso errato, e a dimostrarlo è proprio l’esperienza francese. Lì hanno discusso e sottoscritto un accordo, fatto proprio dal legislatore. Qui invece il legislatore ha già deciso in solitaria un testo, e il complesso lavoro delle parti sociali viene relegato, forse, in un qualche emendamento di secondo piano”. “La sensazione, in definitiva, è quella di trovarci tutti a un bivio – concludono Legambiente, LIPU, WWF e Amici della Terra - da un lato l’opportunità di lavorare seriamente per soluzioni condivise e un accordo di lungo respiro tra le parti; dall’altro il rischio che la situazione sfugga, prevalgano gli ultrà della doppietta e, anziché il dialogo, a riaprirsi sia il conflitto sulla caccia. La politica ne tenga conto e sappia fare le scelte giuste”.
 
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